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Trasformare le dichiarazioni di sostenibilità dei prodotti in un vantaggio strategico

In questo articolo di UL Solutions Insights vengono analizzate le sfide nella comunicazione del valore delle dichiarazioni di sostenibilità dei prodotti e il ruolo dei servizi di terza parte nel rafforzare la credibilità sul mercato e sostenere le performance aziendali.

Person shopping for cleaning products.

A cura della Dott.ssa Anastasia Behr

In un contesto in cui cresce la domanda di prodotti orientati alla sostenibilità e alle imprese è richiesta sempre maggiore responsabilità, le certificazioni di terza parte si sono affermate come strumenti fondamentali per mitigare i rischi legati alle dichiarazioni aziendali e rafforzare la fiducia lungo le catene del valore. Affrancatesi dalla percezione di mero costo di conformità, le certificazioni di sostenibilità rilasciate da organismi accreditati rappresentano per le organizzazioni un vantaggio strategico in termini di posizionamento sul mercato, efficienza operativa, accesso ai capitali e creazione di valore economico. Il vero vantaggio offerto da queste certificazioni risiede nella loro capacità di conferire credibilità, gestire i rischi e consentire alle imprese di ottenere un impatto scalabile nell’ambito della sostenibilità, anche in contesti caratterizzati da incertezza normativa.

La sfida e i costi delle dichiarazioni di sostenibilità non comprovate

Tra i requisiti più pressanti per le organizzazioni di oggi vi è la richiesta di comunicare le proprie iniziative di sostenibilità in modo chiaro e accurato. Su oltre 300 aziende coinvolte in un’indagine del 2025 condotta in Nord America, Europa e APAC, l’88% ha indicato la sostenibilità come uno dei fattori propulsivi per la creazione di valore nel lungo periodo.1 Questo dato trova conferma nello studio Edelman Trust Barometer, dal quale emerge che il 69% dei consumatori preferisce prodotti con credenziali di sostenibilità rilasciate da terzi.2

In controtendenza rispetto a questo dato, dilaga il fenomeno del “greenhushing”3, ossia la reticenza da parte delle aziende nel comunicare le performance di sostenibilità. Il Transparency Index Report 20244 evidenzia che il 58% delle imprese oggi comunica in modo incompleto i dati di sostenibilità, citando tra le principali cause i ritardi normativi e lo scetticismo degli stakeholder

Le dichiarazioni non comprovate possono comportare molteplici costi, anche di grande entità, con conseguenze in termini di danni reputazionali, contenziosi legali e inefficienze operative. Negli ultimi anni, marchi del settore automobilistico5 e dei beni di consumo6,7 hanno dovuto sostenere ingenti oneri economici derivanti da sanzioni e accordi transattivi causati da dichiarazioni ambientali non supportate o da violazioni normative.  

Oltre a incorrere in sanzioni dirette, le organizzazioni rischiano la perdita di fiducia da parte degli stakeholder e una riduzione della competitività sul mercato. Non sorprende, quindi, che sempre più produttori, fornitori, brand owner e retailer stiano riconsiderando le basi delle proprie dichiarazioni di sostenibilità di prodotto, in un’ottica di maggiore specificità, trasparenza e verificabilità da parte di soggetti indipendenti.

Verifica delle dichiarazioni di sostenibilità: la certificazione come leva di differenziazione

In questo scenario, le certificazioni indipendenti forniscono la garanzia che le dichiarazioni di sostenibilità siano fondate su standard e benchmark di settore riconosciuti e basati su evidenze scientifiche.  

Recentemente sono state emanate nuove disposizioni e revisioni di norme già in vigore che rafforzano i requisiti normativi circa la dimostrabilità delle evidenze a supporto delle dichiarazioni ambientali. Tra queste rientrano la Direttiva dell’Unione Europea sulle Green Claims, il Green Claims Code del Regno Unito e l’aggiornamento del Competition Act canadese, che introduce requisiti più stringenti per le dichiarazioni ambientali di prodotto.  

Nei mercati dove vigono normative meno rigorose, le certificazioni contribuiscono a garantire comunicazioni affidabili sulla sostenibilità, l’allineamento alle best practice e la differenziazione competitiva. Certificazioni credibili offrono a partner e acquirenti la certezza che i prodotti soddisfino specifici criteri di prestazione ambientale.  

Oltre a rappresentare un’attestazione di conformità normativa, le certificazioni sono percepite sempre di più come indicatori di qualità, innovazione e affidabilità e consentono di effettuare decisioni di acquisto basate su prestazioni dimostrate e non su dichiarazioni di marketing non verificate. Ciò è confermato anche dallo studio Edelman Trust Barometer8, secondo cui il 69% dei consumatori preferisce prodotti con credenziali di sostenibilità di terza parte.

Affidarsi a fornitori certificati significa ridurre i rischi normativi e reputazionali e rafforzare al contempo fiducia e accountability. Questo approccio mirato contribuisce alla resilienza della supply chain e fa dei partner responsabili un tassello fondamentale per ottenere un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.

Come scegliere le certificazioni di sostenibilità: principi chiave 

Il valore delle dichiarazioni di sostenibilità dei prodotti dipende in ultima analisi dalla possibilità di verificarne l’accuratezza e la validità. La qualità della valutazione si fonda tuttavia su diversi fattori, tra cui i criteri adottati, il rigore dei processi di verifica della conformità ai requisiti di certificazione e le competenze dei soggetti coinvolti.

 

Le certificazioni più efficaci si basano su alcuni principi fondamentali

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Indipendenza, credibilità e fiducia

Le certificazioni rilasciate da organismi di terza parte accreditati garantiscono valutazioni imparziali da parte di enti riconosciuti. L’accreditamento assicura inoltre che l’organismo di certificazione operi secondo standard definiti e sia soggetto a verifiche periodiche da parte di un’autorità competente, rafforzando l’indipendenza e l’integrità del processo di certificazione, elementi essenziali per costruire credibilità presso gli stakeholder.

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Rigore scientifico, trasparenza e adattabilità

Le certificazioni allineate a standard e benchmark internazionali favoriscono il miglioramento continuo e l’armonizzazione a livello globale, offrendo al tempo stesso un approccio uniforme alla valutazione della conformità tra diverse aree geografiche e settori, per aumentare l’affidabilità dei risultati.

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Materialità e ambito di applicazione

Una certificazione di sostenibilità credibile considera gli impatti più rilevanti dal punto di vista scientifico lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. L’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance come aspetti materiali contribuisce a ridurre i rischi di mercato e a valorizzare i progressi in ambito sostenibilità.

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Allineamento normativo e riconoscimento di mercato

Quando una certificazione è allineata alle normative e agli standard pertinenti nel settore e nell’area geografica di riferimento, contribuisce a rafforzare ulteriormente l’affidabilità e l’accettazione sul mercato delle dichiarazioni di sostenibilità.

 

Pratiche emergenti e sfide da monitorare

Le evoluzioni normative e le aspettative del mercato stanno orientando i brand verso approcci sempre più rigorosi alle dichiarazioni di sostenibilità di prodotto. Parallelamente, le aziende che operano a contatto con il consumatore devono affrontare criticità concrete, tra cui la frammentazione di standard e definizioni, l’assenza di sistemi di dati armonizzati, l’accesso limitato a dati verificati lungo la supply chain e il rischio di dichiarazioni sul fine vita difficilmente controllabili.

Le principali pratiche emergenti:

  1. Il requisito del Passaporto digitale di prodotto (DPP) dell’UE sta introducendo nuovi livelli di trasparenza digitale per i prodotti, richiedendo alle organizzazioni di tracciare e divulgare in modo verificabile gli impatti ambientali (ad esempio, contenuto riciclato, riparabilità, impronta di carbonio, ecc.).  
  2. Autorità di regolamentazione, associazioni di settore e organismi di normazione stanno lavorando alla standardizzazione delle definizioni delle dichiarazioni (come “riciclato”, “biodegradabile” o “climate neutral”), riducendo le ambiguità che hanno alimentato il greenwashing.  
  3. A fornitori e produttori è richiesto sempre più spesso di fornire dati completi di Life Cycle Assessment (LCA) per dimostrare riduzioni di impatto basate su evidenze scientifiche, limitando il ricorso alle compensazioni, con un aggravio di costi e complessità per le aziende più piccole.
  4. Verifica di terza parte delle dichiarazioni relative al fine vita, per dimostrare in condizioni reali riciclabilità, compostabilità, estensione della vita utile, ecc.  
  5. Sistemi avanzati di tracciabilità per validare la composizione dei prodotti (contenuto riciclato, bio-based, sostanze critiche, ecc.).

Conclusione: la certificazione di sostenibilità come asset strategico

Nei mercati competitivi, la certificazione indipendente a livello di prodotto non solo rafforza la comunicazione degli impatti di sostenibilità, ma contribuisce anche ad aumentare il valore di mercato e la resilienza della supply chain. Riducendo i rischi di greenwashing, le certificazioni permettono ai brand di differenziarsi, rafforzare la fiducia degli stakeholder e migliorare la solidità operativa e finanziaria. Anche in un panorama normativo incerto, brand owner e produttori possono ottenere vantaggi strategici sfruttando le certificazioni di sostenibilità per consolidare l’accesso al mercato, generare nuovo valore e rendere le catene di fornitura più resilienti a future discontinuità.

UL Solutions supporta organizzazioni, produttori e fornitori attraverso servizi di assurance sulla sostenibilità di prodotto e aziendale, tra cui certificazioni ECOLOGO, validazione delle dichiarazioni ambientali, verifica degli edifici salubri, assurance dei report ESG e altri servizi. 

 

L’autrice

 

Laureata in ingegneria chimica e ricercatrice nell’ambito della sostenibilità, la dottoressa Anastasia “Ana” Behr è fermamente convinta che un approccio alla sostenibilità supportato da evidenze scientifiche rappresenti anche una scelta economicamente vantaggiosa. Nel suo ruolo di Senior Director for Sustainability Science and Technology unisce competenze e passioni personali collaborando con i leader di settore per accelerare l'attuazione di strategie di circolarità e decarbonizzazione per prodotti e catene del valore.

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